Nulla ormai sfugge all’interno della Riserva naturale Foce Isonzo e, in particolare, nell’area della Cona, grazie anche alla sempre più frequente presenza di visitatori in grado di riconoscere anche le specie meno note perché insolite o molto rare.
A pochi giorni di distanza dalla osservazione del Luì forestiero (Phylloscopus inornatus) una ulteriore “nuova specie” può essere registrata per la Riserva naturale, il Falaropo beccolargo (Phalaropus fulicarius), di cui un esemplare in abito invernale è stato recentemente osservato nell’area delle piane di marea da parte di una coppia di visitatori esperti: Nicolas Biron e Lea Basso, il primo di novembre 2014.


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Falaropo beccolargo fotografato il 1 novembre 2014. Foto N. Biron

La segnalazione è assolutamente attendibile, anche perché documentata con alcune chiare immagini fotografiche che non lasciano dubbi.
E’ quindi possibile aggiungere un ulteriore elemento, il 325mo, alla già lunghissima lista degli uccelli dell’area protetta.
La specie di cui si tratta è in realtà alquanto rara anche a livello nazionale (poco più di una cinquantina di osservazioni segnalate complessivamente) e deve essere considerata scarsa, sebbene non in pericolo, a livello europeo, essendo ristretta per la nidificazione ad aree artiche poste al di sopra del sessantesimo parallelo (Groenlandia, Islanda, Isole Svalbard).
Da queste remote aree le numericamente esigue popolazioni di questa specie, assai più abbondante nelle aree artiche asiatiche ed americane, intraprendono, ai primi freddi, una lunga migrazione che trasferisce la maggioranza dei falaropi europei a vaste aree di svernamento poste lungo la costa dell’Africa occidentale.
Solo pochi soggetti di norma si osservano all’interno del bacino del Mediterraneo, dove risulta assai più frequente il simile Falaropo beccosottile (Phalaropus lobatus), già più volte osservato alla Foce dell’Isonzo.
Si tratta di uccelli “limicoli” di dimensioni medio-piccole, con dita delle zampe dotate di piccole escrescenze membranose (phalaropus, vocabolo composto di origine greca, ha grosso modo questo significato) che facilitano il nuoto.

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Si trovava in una zona dove sarebbe potuto facilmente sfuggire ad uno sguardo poco attento. Foto N. Biron

Sono dotati di un volo potente e velocissimo, becco e zampe moderatamente lunghe ed alcune insolite caratteristiche, assai peculiari, del loro aspetto e comportamento, che li hanno resi moderatamente famosi tra i biologi che si occupano di comportamento sessuale.
In generale i cosiddetti “Falaropi”, infatti, si distinguono da molti uccelli e parecchi altri animali vertebrati perché sono le femmine ad essere dotate di piumaggi sgargianti che vengono assunti ed esibiti in primavera per corteggiare i maschi.
Questi ultimi, cosa decisamente insolita, si occupano dell’allevamento della prole e persino covano le uova, mentre le madri possono – una volta tanto - limitarsi alla loro produzione.